Lanciano. Nuovo centro Caritas nel quartiere Santa Rita. 'Poveri in drastico aumento'
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"Prima chiedevano i soldi. Ora non più… chiedono da mangiare, non ne hanno!". Fra triste realtà e fiduciosa speranza don Nicola Giampietro ci racconta il mondo dei bisognosi in città mentre ci accompagna per l’inaugurazione del nuovo centro Caritas a Lanciano (Ch).

Il sole è tramontato da più di un’ora.... "La pandemia ha fatto esplodere un mondo di poveri. E dopo il lockdown siamo stati ogni giorno ad ascoltarli, accogliere e servirli...", dichiara ancora, mentre siamo arrivati al nuovo centro.

La vecchia sede, nei locali della parrocchia dello Spirito Santo nel quartiere di Santa Rita, era diventata angusta, insufficiente. Grazie alla diponibilità dell’Ater Lanciano ora don Nicola e i suoi volontari possono contare su due locali (per ascolto e approvvigionamento viveri), per sostenere i meno abbienti nelle loro necessità, locali a 50 metri dalla chiesa, in piazza Mazzini.

Gran brutta cosa la povertà perché "si è ‘normalizzata’ e fa parte della vita delle famiglie. C’è una presenza significativa di famiglie e persone che ‘hanno una casa, ma…’ pur versando in condizione di apparente normalità faticano, in questo periodo segnato dalla pandemia, a pagare spesa alimentare, oltre alle bollette, spese sanitarie, affitto, assicurazioni e carburante".

Non si tratta per don Nicola solo di assistenza materiale perché "è necessario instaurare relazioni d’aiuto profonde e protratte nel tempo, sostenendo famiglie e uomini e donne sole nel quotidiano per contribuire a mantenere loro la dignità e la speranza". Il nuovo centro Caritas "unisce terra e Cielo perché per noi che crediamo, ha la funzione, attraverso le attività che verranno proposte, di far cogliere alle persone che il sostegno che ricevono non si esaurisce nel singolo gesto, ma che rimanda ad un amore più grande, quello del Padre. Sì i poveri sono amati da Dio e noi siamo, nel nostro piccolo, la mano di Dio nel mondo".

Chi sono coloro che si rivolgono a voi? "Quasi tutti capifamiglia senza lavoro, passanti saltuari che si rivolgono a noi per un pacco alimentare. Non mancano le famiglie rom con svariati problemi di sussistenza, i capi famiglia già in galera ed ora senza lavoro per altri motivi. Attualmente, escludendo i saltuari che si possono contare mediamente in una decina di persone, assistiamo circa 40 famiglie per un totale di oltre un centinaio di persone, un numero in crescita visto il triste momento di pandemia. E non consideriamo i tanti anonimi che si vergognano di mostrarsi…". Già, la povertà è disonorevole, ti fa abbassare lo sguardo, ti fa cercare un pacco di pasta anche di notte quando nessuno potrà additarti come un poveraccio… E don Nicola è lì, anche a notte inoltrata pronto, con la porta aperta, ad ascoltare.

Don Nicola e i sei volontari del Centro - "sono i nuovi eroi di questo tempo perché si dedicano con amore, generosità e altruismo ad aiutare chi è in difficoltà” – hanno pensato di intitolare la nuova sede ad un uomo che si è speso per gli ultimi non avendone alcuna riconoscenza. Anzi, ci ha rimesso la vita stessa. E' nata l’idea, divenuta realtà, di dedicare i locali (e tutta l’opera caritatevole) a don Roberto Malgesini, il sacerdote di Como, che lo scorso 15 settembre, di buon mattino, è stato assassinato da una delle persone che "serviva", ucciso mentre era intento a caricare di alimenti la sua auto. "Don Roberto vedeva Gesù nel povero e il senso della vita nel servire; asciugava lacrime con mitezza, in nome di Dio che consola - aggiunge Don Nicola -. Noi possiamo con le nostre mani essere coloro che asciugano lacrime e danno da mangiare".

Per la parrocchia dello Spirito Santo è arrivato il tempo per avere un’anima nuova solidale, sempre viva e pulsante nel numeroso quartiere, ed "essere una comunità più forte, unita e resiliente, pronta a sviluppare gli anticorpi contro l’indifferenza e la solitudine". Per ora i locali sono aperti ai bisognosi il venerdì "ma ci stiamo organizzando per offrire risposte nuove e consolidare la filiera dei servizi parrocchiali esistenti, con particolare riguardo al fabbisogno alimentare".

All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Mario Pupillo, l’arcivescovo Emidio Cipollone e Assunta Gallucci presidente della Caritas diocesana.

Alessandro Di Matteo

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