
A catturare l’attenzione ora sono due orribili prefabbricati posizionati davanti all’ingresso. Si tratta di bagni pubblici... con vista sulle storiche arcate: ecco la nuova attrazione del parco Diocleziano a Lanciano (Ch). Ed ecco la protesta di Italia Nostra.
“Il parco del Diocleziano – fanno sapere dal direttivo di Italia Nostra, sezione di Lanciano - finanziato dalla Regione Abruzzo con quasi 990.000 euro, avrebbe dovuto rappresentare un esempio di riqualificazione ambientale e paesaggistica. Invece, il primo impatto riservato a cittadini e turisti è quello di due voluminosi manufatti in cemento, destinati a servizi igienici, piazzati incredibilmente a ridosso dell’ingresso principale. Una scelta incomprensibile. Non contestiamo affatto la presenza dei servizi igienici, che sono necessari. Contestiamo con decisione la loro assurda collocazione. Chi ha progettato quest’opera ha davvero ritenuto che il miglior modo per accogliere un visitatore fosse quello di presentargli, appena varcato il cancello, due blocchi di cemento?"
Pierluigi Vinciguerra, architetto e presidente di Italia Nostra, dice ad Abruzzolive.tv: “Partiamo dal fatto che non si riesce a sapere ancora chi siano i progettisti, perché c’è solo una tavola agli atti del Comune e da quella sembrerebbe che gli autori degli interventi non conoscano nemmeno il posto o lo conoscano tramite immagini recepite in rete. Probabilmente hanno ripreso alcuni specchietti particolari di progettazione e li hanno calati lì, e basta, niente di studiato. Il parco del Diocleziano non doveva essere cementato - continua Vinciguerra –. Perché, da quello che vediamo all'interno, stanno cementando, mettendo inoltre dei pannelli fono assorbenti per il parco giochi dei bambini. Tutto ciò in una zona che, tra l’altro, è a rischio di dissesto geologico, che è classificata come "zona rossa" e dove, nella parte sotterranea, c'è una grossa raccolta delle acque che poi va a sfociare praticamente nel fiume Feltrino. Quindi c’è il rischio che se ci dovesse essere un'altra ondata grave di cattivo tempo, beh lì potrebbe trascinare via tutto”. Un'area giochi per i più piccoli in un luogo umidissimo e sempre zeppo di zanzare...
“I bagni potevano benissimo essere posti all'interno oppure all'esterno, ma su fasce laterali – rimarca Vinciguerra -, perché potevano essere mimetizzati e posti in termini migliori. Tra l'altro, facendoci caso, l'altezza di questi bagni è tale da evidenziare la non accessibilità da parte di disabili. Allora, solo dopo che se ne saranno resi conto, saranno costretti ad alzare il piano di calpestio dell'ingresso del parco cementificando ulteriormente l’intera area. E quindi noi spendiamo 990 mila euro per fare che? – tuona Vinciguerra -. Per rovinare ciò che prima c'era. E' vero anche che bisognasse ripulire l’area, ripiantumare e togliere piante, però a questo punto la visuale completa delle arcate del ponte di Diocleziano non esiste più. Al posto delle arcate ora abbiamo queste elegantissime cabinet de toilette”. Gli interventi rientrano nel piano Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare).
Considerando anche l'articolo 9 della Costituzione, ovvero la tutela dei beni culturali e del paesaggio, c'è stata un’inottemperanza?
“Si c’è stata e non solo, - risponde Vinciguerra - considerando anche che si tratta di una zona vincolata da scavi archeologici, in quanto sono stati effettuati ritrovamenti, da parte dall'archeologo e membro della Soprintendenza ai Beni archeologici Andrea Staffa, di un antico insediamento del periodo Neolitico. Ma questo non è accaduto solo a Lanciano. Nell’intervento di riqualificazione della Sala Eden ad Ortona sta accadendo lo stesso, perché il progetto risulta identico. Anche lì c'era un antico parco, e l'hanno trasformato completamente, sempre con la stessa metodologia”.
"Il bello è che l'amministrazione comunale non sa nulla o non conosce il progetto – fa presente Vinciguerra -. La conclusione è che possiamo permettere che si rovini o distrugga ciò che di bello abbiamo ricevuto in eredità”. 29 lug. 2026
MARIANO PELLICCIARO
@RIPRODUZIONE VIETATA