Lanciano. 'Residenze anziani senza il calore delle famiglie causa Covid. Occorre intervenire'

Oltre al principale e delicato aspetto di tutela sanitaria dovuta al Covid, nelle residenze anziani un’altra emergenza che preoccupa è la salvaguardardia della salute mentale degli anziani che accolgono e che, da troppo tempo, a causa del virus, non possono vedere i propri famigliari, e la cosa vale pure per i loro cari.

L’assessore alle Politiche sociali di Lanciano, Dora Bendotti, dal suo delicato osservatorio dei fragili registra e si fa carico di questo fardello sociale. Per martedì 6 aprile, ore 15.30, tutti i responsabili delle strutture di Lanciano sono stati invitati a una videoconferenza per un confronto e per studiare soluzioni. Invito rivolto anche Rsa di altri comuni convenzionati con i quali il Comune ha convezioni per ospitare gli anziani bisognosi.  "Sono giorni – dice la Bendotti nella convocazione - in cui la mia mente torna costantemente a un pensiero che mi tormenta come persona, ma anche e soprattutto come rappresentante delle istituzioni locali; ed è la situazione in cui si trovano ormai da molti mesi i familiari e gli anziani che sono nelle Rsa. Chiedo una soluzione a ciò che chiamare semplicemente disagio ormai è tristemente riduttivo. Ci sono persone, figli, nipoti, ma anche gli stessi anziani delle strutture, che a causa di questa terribile pandemia, vedono purtroppo negato il diritto, nel primo caso di andare a trovare i loro cari, e per gli anziani ospiti, negata la presenza e il conforto familiare. Persone cui è demolita, anche giustamente e per sicurezza, la possibilità di un consueto e amabile saluto, sguardo, parola di conforto e vicinanza, tutto ciò che fino a poco tempo fa era considerata quotidiana normalità".

Quasi nessuno ha attivato, come avvenuto in alcuni casi e sui quali la Bendotti si congratula, la “Stanza degli abbracci” che consente, con tutte le cautele del caso, di garantire un minimo di saluti. "Chi decide di usufruire di strutture come le Rsa opera questa scelta per diversi motivi e per varia natura, ma per tutti, ho notato – precisa l’assessore - che è identica la volontà e la necessità di continuare ad avere quei rapporti di calore e affetto che hanno contraddistinto le loro vite e che la scelta di far accudire esternamente dalla loro casa i propri congiunti non si può interrompere. Il distanziamento sociale sta purtroppo diventando esso stesso malattia, limitando  i rapporti umani, quando le persone più fragili avrebbero bisogno anche solo di una presenza o di una parola pronunciata da un figlio". Bendotti chiede pertanto di trovare tutti insieme, con un partecipato confronto, soluzioni tanto veloci quanto efficaci e soprattutto, coerenti con il periodo che stiamo vivendo, e l’imperativo è: "Restituire gioia e cura a chi in questo momento vive nella solitudine, lontano dai propri cari". 31 mar. 2021

Walter Berghella

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