Atessa. Pnrr: 47 milioni per territori Asl Lanciano Vasto Chieti. Il disappunto dei sindaci dei centri montani
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"C'era la Rai, in paese, per raccontarne le bellezze... Ma a terra, per strada, c'era un morto... L'ambulanza è arrivata un'ora e mezza dopo il malore e non c'è stato nulla da fare. E quando il mezzo è giunto sul posto, non c'era neppure il medico a bordo, ma solo un infermiere". Il sindaco di Palena, Claudio D'Emilio, racconta che, nelle zone montane, capita ancora di "morire aspettando i soccorsi". "Situazioni simili si sono verificate anche a Civitella Messer Raimondo e a Gessopalena", puntualizza.

E' costellata di critiche, al Teatro comunale di Atessa (Ch), la presentazione degli investimenti che, in campo sanitario, saranno effettuati, in provincia di Chieti, dall'Asl Lanciano Vasto Chieti grazie al Pnrr - Piano nazionale di ripresa e resilienza. All'assemblea dei sindaci, arrivati numerosi, il direttore generale Asl, Thomas Schael, illustra il voluminoso dossier elaborato "al fine di riequilibrare l'offerta sanitaria". Sul documento si è già espresso, favorevolmente, il Comitato ristretto dei sindaci, che però "ha voluto una condivisione allargata delle scelte, in considerazione delle richieste avanzate da alcuni piccoli Comuni". 

"Il territorio al centro", questo lo slogan scelto dall'Asl, che parla di "deospedalizzazione, tecnologia e cure a domicilio". "Non voglio più usare i fondi del nostro bilancio per gli ospedali -  evidenzia Schael - che possono contare su altre fonti di finanziamento. I circa 10 milioni che possiamo destinare agli investimenti, desidero spenderli per il territorio, al fine di rispondere al meglio alle nuove esigenze di salute e alla cronicità".

Le azioni inserite nel Pnrr - viene fatta presente - valgono per la sanità provinciale poco più di 47 milioni, di cui 25 per investimenti per case della comunità, centrali operative territoriali e ospedali di comunità; 8,2 milioni per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale, 14 per l’ospedale di Chieti.

Sono tredici le case della comunità previste, strutturate per servizi diagnostici di base, con un punto prelievi, almeno 10 ambulatori, punto di accoglienza e locali di servizio, il tutto su 800 metri quadrati. Saranno quattro, invece, le centrali operative territoriali, la cui funzione è di assicurare continuità, accessibilità e integrazione nell’assistenza sanitaria e sociale. Infine gli ospedali di comunità: ne saranno realizzati altri tre, che andranno a sommarsi ai tre già esistenti.

Altri 14 milioni sono previsti per Chieti per il progetto "Ospedale sicuro e sostenibile", che prevede interventi di miglioramento sismico degli edifici A,B,C e dei nodi A/B e B/C.

Gli acquisti per 8 milioni sono riferiti alle "macchine pesanti", le uniche finanziabili con il Pnrr. Si prevede, pertanto, di munirsi di due Tac 128 strati, cinque telecomandati radiologici digitali, sette ortopantomografi, quattro risonanze magnetiche 1,5 tesla, due Moc - densitometro osseo, tre sistemi polifunzionali per Radiologia digitale, dodici ecotomografi, di cui otto multidisciplinari, due cardiologici 3D, due ginecologici 3D. 

Fin qui il documento illustrato. Poi, ecco, le rimostranze dei primi cittadini. Carmine Ficca, sindaco di Torricella Peligna, sede di un Distretto sanitario di base, illustra carenze della struttura e mancati investimenti, concludendo che "la salute è un diritto anche dei cittadini nati in paesi marginali, quindi occorre procedere al riequilibrio dei servizi". Il Piano? "Una delusione". Il sindaco di Orsogna, Ernesto Salerno, si sofferma su altre scelte che avrebbero poturo essere effettuate, come quella di far arrivare fondi, efficientare e valorizzare i Pta esistenti, di Casoli, Guardiagrele e Gissi, come ha fatto la Asl dell'Aquila con i Pta di Pescina e Tagliacozzo. Rimostranze anche dai sindaci di Carunchio, Gianfranco D'Isabella; di Guardiagrele, Donatello di Prinzio, e di Fara San Martino, Antonio Tavani. Quest'ultimo parte elencando i vari presidenti di Regione che si sono susseguiti in Abruzzo... "Pace, Del Turco, Chiodi, D'Alfonso Marsilio...", diversi, anche politicamente, ma la musica suonata, quella dei tagli e della spoliazione delle aree interne, è stata la stessa. "Noi - dice a Schael - siamo laureati in resilienza..., perché davvero resistiamo, per tutto...". Poi, nel dettaglio, "la carenza di medici è drammatica; sentiamo parlare di incrementare il servizio di elisoccorso da 13-15 anni e, tra l'altro, per i voli notturni non ci si è ancora attrezzati... I 48mila cittadini del nostro comprensorio hanno bisogno di risposte adeguate riguardo all'emergenza-urgenza... Li vogliamo lasciare da soli? Vogliamo che nei paesi restino solo i cinghiali?"

Disservizi, disagi, lacune: l'elenco si allunga con i vari interventi. Va giù duro anche il sindaco di Lama dei Peligni, Tiziana Di Renzo, che parla di "depauperamento dei territori" e ricorda che il primo ospedale, quello di Lanciano, è a 50 chilometri di distanza, mentre quello di Chieti, dove si erogano la maggior parte dei servizi, è a 70. Il soccorso notturno non esiste... E questa proposta di Piano lascia i nostri territori senza casa di comunità, con un buco...". Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, propone invece di realizzare a Santa Maria Imbaro il nuovo "Renzetti". 

Schael, preso in un fuoco incrociato, si impegna "ad ammodernare le strutture delle aree interne non finanziabili con il Pnrr come Lama, Torricella e Orsogna con fondi di bilancio, così come la realizzazione di Uccp diffusi, unità complesse di cure primarie articolate in più punti". Questa è la promessa. E dice che punterà sulla figura "dell’infermiere di comunità: le unità necessarie saranno assunte attingendo dalla graduatoria che scaturirà dal concorso pubblicato proprio ieri". 

I sindaci del Comitato ristretto, presieduto dal primo cittadino di Chieti, Diego Ferrara, torneranno a riunirsi per il parere definitivo sulle azioni previste dal Pnrr. 

"E' stata un'occasione molto importante - dichiara alla fine Giulio Borrelli, sindaco di Atessa -. Si tratta di risorse fondamentali per realizzare case e ospedali di comunità, ma ci sono realtà che rimangono fuori e dunque bisogna rivedere il Piano e integrare con altri fondi e altre fonti di finanziamento. C'è bisogno - aggiunge -  di una visione più completa, in cui l'assistenza territoriale, quella ospedaliera e sociale siano integrate tra esse. Qui, ad esempio, dal 2018,  stiamo aspettando l'ospedale di area disagiata, ma occorre che  la riprogrammazione, da parte della Regione, della rete ospedaliera venga approvata dal tavolo romano. Dati dell'Agenzia sanitaria regionale rimarcano che nel nostro entroterra c'è il 40 per cento di mortalità in più rispetto ad altre zone dell'Abruzzo. Quindi le disparità assistenziali esistenti vanno colmate al più presto". 16 mar. 2022

Serena Giannico

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