Atessa. Fiaccolata notturna per l'ospedale

Fiaccolata per l'ospedale di Atessa (Ch). L'iniziativa è del Comitato spontaneo in difesa del territorio che, dopo proteste e documenti, decide di scendere in strada a manifestare il proprio disappunto.

L'appuntamento è per il prossimo 19 giugno, in piazza Garibaldi, alle 20.30. Da qui il corteo raggiungerà il "San Camillo de Lellis". 

Il Comitato chiede alla Regione Abruzzo e alla Asl Lanciano Vasto Chieti "la conferma immediata dell'ospedale di area disagiata, con Pronto soccorso h 24, Radiologia, Laboratorio analisi, Area medica, Area chirurgica, Dialisi, Endoscopia, Ambulatori specialistici e la Riabilitazione". E poi sollecita la restituzione immediata di "tutti i reparti ospedalieri, i servizi e gli ambulatori del Distretto sanitario di base smantellati in 48 ore".

Ha già aderito il Mau (Movimento per Atessa Unita) che, in una nota, dice: "La salvezza dell’ospedale contro ogni tentativo di smantellarlo e declassarlo è stato un obiettivo del nostro movimento civico fin dalla sua nascita. Il riconoscimento di nosocomio di area disagiata, un traguardo indicato dalla giunta Borrelli, nel 2017, subito dopo il suo insediamento, è l’unico modo concreto, a legislazione vigente, per salvare il presidio e restare nella rete ospedaliera dell'Abruzzo. Questa caratteristica, già riconosciuta dalla precedente Giunta regionale e confermata dalla attuale, viene ora coniugata con la Riabilitazione cardio-polmonare, da aggiungere a quella ortopedica, che già c’era. Gli atti programmatori , aggiornati in emergenza Covid-19, devono adesso diventare realtà concreta, immediata e qualificata. Noi non smobilitiamo, continuiamo a essere dalla parte di un dignitoso futuro ospedaliero del "San Camillo" e a batterci con tutti coloro che condividono realmente questo obiettivo".

Sarà presente anche Uniti per Atessa che chiede "a Regione e Asl di porre immediatamente fine ai gravi disagi arrecati, in questi mesi, alla popolazione in seguito allo smantellamento di tutti i reparti e i servizi, ospedalieri e distrettuali, per far posto a una struttura monca che, in ogni caso, adesso dopo le recenti disposizioni legislative e ministeriali, non ha più ragion d’essere al “San Camillo”. E' prioritario assicurare - prosegue - quello per cui ci siamo battuti in questi anni e affinché il "futuro sia meglio di prima” vanno riattivate subito anche le sale operatorie per gli interventi programmati".

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