Abruzzo. Il futuro della regione in 6 miliardi di progetti: ecco le opere strategiche della Giunta Marsilio

Tanta. Tantissima “carne al fuoco” per migliorare le infrastrutture in Abruzzo.

La statale 81 - Pedemontana Abruzzo Marche - Guardiagrele Est fino all’innesto con la provinciale per Fara San Martino. (173.610,00 €); il collegamento ferroviario dalla stazione Torino di Sangro-Fossacesia (Ch) a Castel di Sangro (Aq), per circa 60 milioni di euro; la velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Roma - fase B nelle tratte Guidonia-Tivoli-Avezzano, Avezzano-Sulmona e Sulmona-Manoppello (1.304.000.000 €); il potenziamento, l’elettrificazione e la velocizzazione della tratta Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona (909.000.000,00 €); la realizzazione dell’impianto di innevamento artificiale e la realizzazione della linea energia elettrica per l’impianto scioviario “Oasi del Cervo” a Gamberale (Ch) di 1.067.315,84 euro; il collegamento Lanciano-Val di Sangro, per circa 100 milioni. Sono solo alcuni degli interventi messi “nero su bianco” dalla Regione.

Ancora... L'ammodernamento della Avezzano-Sora (500 milioni); la messa in sicurezza delle autostrade A14, A24 e A25, la Ss261 L’Aquila-San Gregorio; la Pedemontana Marche-Abruzzo e l’adeguamento di un complesso sistema di strade provinciali (150 milioni). Tra le infrastrutture ferroviarie anche il raddoppio della Chieti-Pescara e della tratta Interporto Manoppello – Chieti (altri 600 milioni di cui 351 disponibili). Prevista l’eliminazione di molti passaggi a livello per un piano totale che vale 3,1 miliardi di cui 2,7 da reperire. Per i porti è inserito il potenziamento di Ortona (130 milioni), di Giulianova (20 milioni), del nuovo porto canale di Pescara (21,2). Previsti anche 53 milioni per dighe e sbarramenti. La Giunta pensa in grande con la delibera 337/2020.

Certo, ora sono carta, idee, desideri, numeri gettati su foglio con cifre, cofinanziamenti, ente attuatore ecc. ecc.. Ma è il primo passo (si spera) perché la delibera (vedi foto) del 15 giugno scorso sia davvero (non a parole o solo su carta) "il futuro dell’Abruzzo". Sono 6 i miliardi (sì, sei miliardi) di euro previste per far “volare” l’Abruzzo con le opere strategiche. La delibera parla chiaro, individua le infrastrutture in grado di dare slancio all’intero territorio del Centro-Italia.
L'Abruzzo post Covid-19 dunque “bussa” a Roma presentando il “Piano delle infrastrutture strategiche”: sciorina sul tavolo dell’esecutivo nazionale interventi su cui ora si attendono risposte e finanziamenti.
Il lavoro è stato portato avanti in questi mesi dal governatore Marco Marsilio e dal sottosegretario con delega alle Infrastrutture, Umberto D’Annuntiis.

Sono previsti 60 interventi di priorità “molto alta”, 29 di priorità “alta” e “media” nei rispettivi settori di intervento. Non sono stati ancora valorizzati finanziariamente (dovranno essere stimate dal ministero delle Infrastrutture) le opere che riguardano la velocizzazione e la messa in sicurezza dei tratti autostradali abruzzesi dell’A14, dell’A24 e dell’A25.
“Mai come in questa epoca in cui si parla di far ripartire l’Italia, dopo le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha preso impegni su grandi opere a cominciare dall’alta velocità sulle tratte ferroviarie Roma-Pescara e Pescara-Lecce, la Regione è pronta attraverso l’individuazione con le relative priorità delle opere che devono essere realizzate", dice Marsilio.

"L’Abruzzo - aggiunge - si fa trovare pronto per la ripartenza dell’intera nazione. Complesso di interventi che comprende iniziative per connettere l’intero Abruzzo, senza dimenticare nulla, dalla costa alle aree interne, dalle metropoli ai piccoli centri, rilanciando la mobilità su ferro, valorizzando la portualità, potenziando l’aeroporto e la vocazione internazionale che lo caratterizza. L’Abruzzo ha le idee chiare, adesso speriamo che i ministri competenti porgano l’attenzione dovuta alla nostra regione garantendo quei fondi necessari alla realizzazione delle infrastrutture”. Detto in altri termini: “Noi ci siamo, adesso fuori i soldi…”.

Alessandro Di Matteo

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