Caos A14 in Abruzzo. Viadotto Cerrano...

Va sempre peggio sull'A14. Anche oggi code infinite, in Abruzzo, tra le province di Pescara e Teramo, per la chiusura ai mezzi pesanti del viadotto Cerrano, tra Pescara Nord e Pineto. Sono stati registrati dieci chilometri di tir imbottigliati, in coda tra le auto, al casello di Città Sant’Angelo,  il punto in cui si devia per imboccare la statale 16, che è obbligatoria per gli autoarticolati. Situazione di caos totale che, stasera,  ha indotto la direzione di Autostrade per l’Italia a chiedere a Strada dei Parchi, di concerto con Prefettura e polizia stradale, di evitare di far arrivare ulteriore traffico in quella zona, addirittura chiudendo, sull'A25,  il bivio per l'A14 in direzione di Ancona.

Marasma che nasce dai sequestri di numerosi ponti, tra Marche e Abruzzo, della Procura di Avellino che  indaga sulla strage del 28 luglio 2013 sulla A16, a Monteforte Irpino, quando un pullman precipitò dal viadotto. Barriere laterali ritenute non sicure e requisite, con corsia dimezzata. La situazione peggiore riguarda il viadotto Cerrano, considerato a rischio, con blocco per tir e bus. "Le stampelle con cui è stato costruito - si legge nel provvedimento reso noto oggi ma emesso il 18 dicembre scorso dal gip di Avellino, Fabrizio Ciccone - hanno subito spostamenti tali da rendere le superfici contrapposte, in corrispondenza della mezzeria, schiacciate l'una sull'altra...", mentre "in corrispondenza delle pile... sono presenti degli spostamenti in profondità dell'ordine di sette centimetri".

Nel documento viene citata, tra l'altro, una nota che l'Ufficio ispettivo territoriale di Roma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva inviato alla Direzione VII Tronco di Autostrade per l'Italia, che gestisce l'A14. In essa, evidenzia il giudice, si segnala "la presenza di un fenomeno di gravitazione che interessa i pendii in cui è ubicato il viadotto". Il ministero dei Trasporti ha eseguito tre visite ispettive sul viadotto Cerrano, rilevando "criticità". Il primo è stato effettuato il 19 settembre 2018, gli altri due il 5 luglio e il 25 novembre scorsi. 

Non avendo la società Autostrade fornito, secondo il gip, "valutazioni documentate e rassicuranti sul raggiungimento di adeguati standard di sicurezza", si impone necessariamente, l'applicazione di "una restrizione della transitabilità dell'opera", ai veicoli con massa superiore a 35 quintali in entrambe le carreggiate, "da attuarsi fino a quando non sarà dimostrata l'ottemperanza al raggiungimento degli standard normativi".  Ciò - scrive - sia per "le imponenti dimensioni del viadotto, alto ben 89,7 metri, sia  per l'interferenza della sottostante presenza di una strada, sia per il mancato rilascio dell'autorizzazione sismica al progetto di risanamento presentato da Autostrade per l'Italia".

 La quale replica: "Lo spostamento di 7 centimetri non si riferisce alle pile, ma allo spostamento massimo del terreno nei pressi della "pila 1" registrato dalla strumentazione nell'arco di 3 anni (2016-2018). Tale valore non si riferisce dunque alle pile del viadotto, che non hanno mai raggiunto movimenti attenzionabili nel periodo considerato. Il viadotto e l'area ad esso sottostante sono costantemente monitorati dal punto di vista geotecnico e strutturale: sull'opera sono installati dei particolari sensori che, anche nell'ultimo anno, non hanno mai rilevato alcun tipo di movimento significativo".

"In Autostrade per l'Italia - attacca Gabriella Di Girolamo, senatrice abruzzese del M5S -  il senso della vergogna è totalmente sconosciuto. Sono due anni che arrivano denunce sul ponte in questione: la decisione del gip di Avellino di vietare il transito ai mezzi pesanti è un altro triste episodio della saga dei disastri della controllata di Atlantia.Stampelle e pile sulle quali il ponte poggia sono spostate di diversi centimetri, dice il giudice. Lo si sospettava da tempo, ma nessun intervento è arrivato da chi ha in gestione l'infrastruttura". 

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