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Professione Difesa

'Professione Difesa' - 'L'isola che non c'e' '

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"Questa storia, con la sua conclusione inaspettata, - scrive l'autore e regista Antonello Tiracchia - è rimasta nel cassetto per lunghi mesi, senza per questo abbandonare i cuori e i pensieri dei reporter che l’hanno vissuta. E’ iniziata il giorno di Natale 2010 ad Herat, in Afghanistan, ed è proseguita nella FOB Tobruk di Bala Baluk, provincia di Farah. Nella più classica delle condizioni “embedded” abbiamo accompagnato il Reggimento Lagunari Serenissima, mentre si accingeva alla bonica di un villaggio occupato dai talebani. Gradualmente, avvenimenti che non faranno mai cronaca hanno dirottato questo viaggio verso una dimensione più intima e verso un epilogo che, nella sua cruda semplicità, ha segnato questo Natale passato a Bala Baluk con un misto di sconfitta e speranza: in una parola, di umanità". Marzo 2013

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Lanciano, campagna di sensibilizzazione 'Smonta il bullo'

Lanciano (Chieti) 5 mag. '14 - Un'importante lezione di prevenzione e sicurezza, a Lanciano presso il Polo museale, rivolto all'attenzione dei ragazzi delle scuole medie e promosso dal comune di Lanciano, Regione Abruzzo e dall'Osservatorio permanente regionale sul bullismo. Una campagna di sensibilizzazione, quella di  "Smonta il bullo", sostenuta dal Ministero dell'Istruzione  e a cui il comune di Lanciano ha aderito con il progetto "Diritti e rovesci" per prevenire forme di disagio giovanile che possono determinare comportamenti violenti come bullismo, cyberbullismo o omofobia. Un'occasione per fornire informazioni e proposte di intervento utili a ragazzi, genitori e operatori scolastici. Solo uno dei diversi momenti educativi per comunicare e informare sulla legalità e sulla sicurezza alla presenza delle forze dell'ordine e della polizia postale. Durante l'incontro si è insistito particolarmente sulla necessità di avere un'adeguata consapevolezza dell'utilizzo di internet e dei social network, che sono oggi le principali piattaforme comunicative. A tal proposito, infatti, si è a lungo discusso di cyberbullismo, una forma di aggressione informatica che vede le ragazze quali vittime più frequenti. Si caratterizza per l'utilizzo di mezzi di comunicazione come sms, telefonate ed email  che garantiscono al bullo, o al gruppo di bulli, la possibilità di agire in anonimato. "Vogliamo porre l'accento sul grande valore di internet come strumento altamente democratico- ha spiegato Costanza Cavalieri dell'Osservatorio regionale sul bullismo- non solo come qualcosa di pericoloso, ma come fonte inestimabile di conoscenza. La scuola deve operare con le altre istituzioni quali i prefetti, le asl, le università, allo scopo di migliorare il sistema istituzionale stesso e prevenire forme di bullismo ed illegalità". "I bulli- come sostenuto dalla campagna "Diritti e rovesci"- sono ragazzi o ragazze che hanno condotte aggressive, ma che spesso hanno a loro volta problemi irrisolti e sofferenze". I motivi che possono condurre i ragazzi a perseguitare, discriminare e maltrattare i loro coetanei sono i più svariati ma, come sempre in questi casi, grande rilevanza ha la presenza delle famiglie. Come ha spiegato Francesca Costanzo psicologa nelle scuole primarie e secondarie: "Nella nostra società sono sempre in aumento i casi di separazione che, come prevedibile, destabilizzano notevolmente i ragazzi. La nostra equipe, formata da psicologi, assistenti sociali e legali minorili, tenta proprio di carpire le problematiche ed ovviare alle difficoltà, dove possibile, con tutta l'assistenza di cui disponiamo". Queste iniziative rappresentano un monito, anche alla luce dei recenti casi di suicidio delle giovani vittime di bullismo, dei soprusi subiti da ragazzi e ragazze che troppo spesso subiscono violenze anche quando tentano di lanciare un allarme che non viene recepito. Le conseguenze psicologiche che tale fenomeno contribuisce a creare nella vittima sono il senso di inadeguatezza e insicurezza diffusa, il calo del rendimento fino all' abbandono scolastico, l'abbassamento dell'autostima, l'instaurarsi di comportamenti devianti e di difficoltà relazionali. E' chiaro che se un bullo riesce ad esercitare il proprio potere è anche perchè altri soggetti si alleano con lui per proteggere se stessi. Denunciare è l'unico modo per non rendersi complici di deprecabili atti di violenza. Il fine del progetto "Diritti e rovesci" è proprio educare alla legalità attraverso laboratori tematici, eventi, percorsi in- formativi e di sensibilizzazione per insegnanti e genitori e percorsi formativi per educatori e animatori di gruppi giovanili. Un invito, "Smonta il bullo", per proteggere il diritto dei ragazzi ad affacciarsi serenamente alla vita.

Servizi e numeri utili.
Numero verde antibullismo: 800 669696
E-mail: bullismo@istruzione.it
www.smontailbullo.it

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