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'Una regione chiamata a scegliere tra rilancio e declino': cosi' la Uil Abruzzo. Lombardo confermato segretario generale

"La regione Abruzzo non può restare ferma: è chiamata a scegliere tra rilancio e declino. Noi, come Uil, siamo pronti e carichi per dare il nostro contributo, ma occorre un colpo di reni della classe politica, ancora troppo lenta nel far partire strumenti importanti, a cominciare dal Masterplan, la Carta di Pescara, il Patto per l’Abruzzo". Una Uil con un’idea chiara: i problemi economici e sociali si affrontano insieme. E' una Uil Abruzzo forte e carica quella che esce dal X Congresso regionale che si è svolto ieri e oggi all’Hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni, e che ha confermato la sua piena fiducia a Michele Lombardo, il segretario generale rieletto per i prossimi anni alla guida del sindacato, insieme ad una segreteria composta da Fabiola Ortolano, Clara Ciuca, Alberto Stampone e Alessandro Roselli, e al tesoriere Alfredo Moschettini.

Due giorni molto intensi, nel corso dei quali tutti i problemi del lavoro sono stati toccati, alla presenza di varie autorità: dal vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, all’assessore regionale al Bilancio e alla Sanità, Silvio Paolucci, passando per il presidente del Consiglio regionale Giovanni Di Pangrazio. Presenti anche i segretari regionali di Cgil, Sandro Del Fattore, e della Cisl, Leo Malandra, e il direttore della Cna, Graziano Di Costanzo.
Ma soprattutto, a Rocca San Giovanni c’era anche lo stato maggiore della Uil, che non ha fatto mancare supporto e condivisione al termine di un percorso congressuale regionale iniziato a febbraio: dal segretario generale Carmelo Barbagallo ai confederali Guglielmo Loy, Antonio Foccillo e Domenico Proietti, fino all’organizzativo Pierpaolo Bombardieri.

Tanti i punti toccati da Michele Lombardo nel corso della sua relazione. Il ruolo dei corpi intermedi, in primo punto: “Tra me operaio è il mio datore di lavoro il rapporto uno a uno non esiste. Il valore dei corpi intermedi, in particolare quello delle associazioni di rappresentanza dell’intero mondo del lavoro, sono state, sono e continueranno ad essere un pilastro assoluto, non solo per la tutela dei più deboli, ma anche per la salvaguardia della democrazia nel nostro Paese”. Ma quale idea la Uil porta nella società? “La centralità del lavoro come unico strumento di crescita sociale e economica dell’intero sistema, insieme al rilancio delle politiche industriali abbandonate da anni nel nostro Paese, tali da riavviare un percorso virtuoso di crescita di nuovi investimenti nel mondo delle infrastrutture pubbliche e private per cogliere al meglio la nuova sfida legata a industria 4.0”. politiche ancora più urgenti per evitare crisi industriali che, come nel caso della Honeywell, hanno segnato pesantemente la nostra regione, o consentire a settori come l’edilizia di tornare ad essere realmente centrale in una regione che è pur sempre il “più grande cantiere d’Europa”. Niente assistenzialismo, dunque, ma uno Stato che faccia la sua parte con riforme importanti, come quella che cancelli gli errori della Legge Fornero, e del fisco, o che intervenga per rafforzare la sicurezza nei luoghi del lavoro. Venendo all’Abruzzo, per Lombardo “la nostra Regione è ancora attraversata da una fase di ritardo nell’aggancio alla, seppur flebile, ripresa”. Il tutto mentre due terremoti e invernate pesanti hanno appesantito il divario tra costa e zone interne, e l’occupazione, anche se in crescita, non è di qualità perché è segnata da un incremento solo di contratti a termine. Ecco perché, per Lombardo, non sono più tollerabili i ritardi con cui vengono attuati strumenti già approvati, come il Masterplan. Di qui, alcune proposte concrete: “In prima istanza – ha detto - vorremmo che questo nostro Abruzzo dimentichi una volta per tutte il campanile. In una Regione che conta circa 1.350.000 abitanti, un elemento utile alla crescita è proprio l’unità. Per questo per noi è importante giungere ad un sistema universitario, un sistema portuale, una Asl, un consorzio industriale”. Per dare linfa a tutto questo, è necessaria una sterzata anche nel settore del credito: “Riteniamo quindi di dover insistere verso la politica regionale affinché si faccia un osservatorio sul credito alle imprese e alle famiglie, con la fattiva collaborazione di associazioni, banche e dei Sindacati Confederali regionali con le loro strutture di categoria, per elaborare misure e strategie che possano concretamente essere messe in atto”.
Nel corso del suo intervento, il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, ha rimarcato che “non sono gli elettori che non hanno capito le nostre riforme, siamo noi che non abbiamo capito le persone: non abbiamo intercettato il bisogno di lavoro e la crescita della povertà. Noi dobbiamo tornare a batterci per difendere ogni posto di lavoro, senza se e senza ma. Senza mai mollare. Come Regione abbiamo puntato su ricerca e innovazione, ma temo si sia pensato di sostituire la concertazione con la forza della leadership. Le crisi le ho affrontate perché c’eravate voi, che sul campo rappresenta davvero i lavoratori e non manovra invece da lontano. Andiamo avanti insieme”.

In conclusione della prima giornata, il segretario organizzativo nazionale, Pierpaolo Bombardieri, ha rimarcato che “noi siamo per la democrazia delegata, e la Uil è altro dalla politica. I numeri ci dicono che possiamo puntare ad essere il primo sindacato italiano confederale. A partire da questa identità, proponiamo il nostro progetto sociale ed economico: dobbiamo immaginare una nuova idea di Paese, una nuova idea di società perché quelle di oggi non ci stanno bene. Al centro di questa idea c’è il lavoro e da lì partiamo. In conclusione, la nostra è la speranza di una società diversa e migliore di quella attuale. Dobbiamo andare avanti con la stessa determinazione di sempre. Non possiamo immaginare di insegnare la vita ai giovani: dobbiamo ascoltarli”.

Le conclusioni del congresso sono state a cura di Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil: “Bisogna smetterla con il pianto del giorno dopo: occorre fare di tutto per la prevenzione. La Confindustria e gli imprenditori devono capire che non si può più andare avanti con questa tragica sequela, sappiano che non resteremo passivi. Così come è stato istituito, il reato di omicidio stradale, occorre istituire un reato per omicidio da omissione di salvaguardie per la salute e sicurezza. Serve un Governo perché siano affrontati e risolti i tanti problemi aperti che frenano la nostra economia”. Infine, il leader della Uil è intervenuto anche sulla vicenda della Honeywell: “Bisogna creare regole europee e internazionali per evitare che le multinazionali facciano inaccettabili scelte unilaterali. Se queste imprese decidono di delocalizzare devono prima restituire tutti i vantaggi economici, fiscali e contributivi di cui hanno beneficiato operando nei nostri territori”.
15 maggio 2018

Le foto del congresso della Uil a Rocca San Giovanni
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