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Rincari pedaggi A24 e A25: petizioni e minacce di occupazione. Il fronte dei sindaci laziali. 'Si revochi la concessione'

E' un coro, ormai: "Sì alla revoca della concessione delle autostrade A24 e A25 al gestore Strada dei Parchi" e "rinegoziazione dei termini nuovi e più convenienti per i cittadini". Tutti contro l'aumento dei pedaggi. In primo luogo c'è la petizione on line, promossa dal sindaco di Aielli (L'Aquila), Enzo Di Natale, che, su questa linea, chiedendo cioè la revoca della concessione, ha avviato una petizione on line, lanciata sul portale Change.org e sottoscritta da oltre 33mila persone in circa 24 ore e le adesioni continuano a crescere minuto dopo minuto. La petizione è rivolta al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso. "L'aumento dal 1 gennaio del 12,79% delle due autostrade A24 e A25 - si legge nella pagina creata sul portale - è un salasso insostenibile per i cittadini ed è di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale dei rincari che è pari al 2,74%, ovvero un quinto". 

"La A24 e A25 sono autostrade di montagna che hanno costi di manutenzione molto alti, devono tornare allo Stato ed essere gestite direttamente da una società pubblica come l'Anas, per evitare che a pagare il salasso siano i cittadini". E' la soluzione radicale proposta dal consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci per risolvere il problema del caro-pedaggi che tante polemiche sta generando, dopo la stangata di inizio 2018. Secondo Pietrucci, la concessione in scadenza nel 2030 che lo Stato con un bando ha affidato a Strada dei Parchi spa, deve tornare sotto il controllo pubblico. "Inutile prendersela con la concessionaria Strada dei Parchi e con il gruppo Toto, è naturale che gli imprenditori pensino al profitto - spiega ancora -. La gestione pubblica, al contrario, non ne avrebbe bisogno e potrebbe offrire un servizio calmierando, al tempo stesso, i costi". In relazione alle proteste, Pietrucci sottolinea che "ogni anno siamo qui a lagnarci degli aumenti, peraltro indicizzati, previsti da un bando-capestro che ricade sulle spalle dei cittadini. Siamo a un'ora da Roma, lo diciamo sempre, ma ormai sulla base della simulazioni siamo a 'un'ora e 100 euro': sono gli stessi costi per andare da Roma a Milano e questo è insostenibile. Anche perché sullo stesso tratto non c'è il ferro, la via Salaria è troppo lunga e complessa, insomma, non ci sono alternative: così ci strozzano e danneggiano anche l'economia". 

I parlamentari del M5s Vacca, Castaldi, Blundo, Colletti, Del Grosso, e i consiglieri regionali abruzzesi Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi annunciano l'invio di una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, chiedendo un intervento urgente a tutela dei cittadini che percorrono ogni giorno le autostrade A24 e A25. "I rincari di quasi il 13% dei pedaggi delle due autostrade che collegano l'Abruzzo con il Lazio sono l'ennesimo schiaffo ai cittadini - afferma il deputato dei Cinque Stelle, Gianluca Vacca - in particolare agli abruzzesi, che non solo devono percorrere da mesi un'autostrada in gran parte a corsia unica, a causa dei lavori urgenti di manutenzione in corso, ma si vedono costretti a pagare ben 3 volte, e con tariffe spropositate, un'infrastruttura pubblica, che dovrebbe appartenere a loro. E' ora che questo Governo si assuma le proprie responsabilità e intervenga per evitare questa ennesima catastrofe - aggiunge Vacca -. Un governo serio e coscienzioso la smetterebbe di fare regali costosi ai concessionari, Strada dei Parchi compresa, e inizierebbe invece a prendere in considerazione la revoca della concessione, visto che l'interesse pubblico non viene praticamente mai tutelato. Un'ultima considerazione è d'obbligo: a quanto ammonterebbero i rincari dei pedaggi qualora venisse approvato il progetto da svariati miliardi di euro portato avanti dal concessionario e al momento fortunatamente bocciato?"

"Il Governo deve decidere con la società di gestione dell'Autostrada dei Parchi che collega l'Abruzzo al Lazio una revoca di ogni aumento dei pedaggi autostradali per il 2018": così, in una nota, il deputato Gianni Melilla, capogruppo Mdp - Liberi e Uguali in commissione Bilancio della Camera. "Negli ultimi 15 anni i pedaggi delle A24 e A25 sono aumentati di oltre il 200%. E' un fatto intollerabile a fronte di una inflazione annua di poco superiore mediamente all'1%. Nel 2017 l'inflazione in Italia è stata dell'1,3% e dunque non è giustificabile un aumento esorbitante (di dieci volte rispetto all'inflazione) come quello accordato alla società di gestione delle autostrade che collegano Abruzzo e Lazio. Sono in corso assemblee di sindaci e utenti sia nel versante laziale che in quello abruzzese (stasera a Carsoli) e domani è prevista una manifestazione nel versante laziale. La protesta sta dilagando".
 Dopo l'epifania è previsto un incontro col ministro Delrio per bloccare questi aumenti ingiustificati. Un anno fa le organizzazioni dell'autotrasporto della Cna e dei consumatori hanno denunciato che le autostrade A24 e A25 non hanno rilevatori di nebbia e di ghiaccio; hanno una percentuale bassa di stalli per i veicoli pesanti; hanno un numero insufficiente di stazioni di servizio (addirittura nessuna da Chieti a Magliano dei Marsi per oltre 100 km), standard bassi per la sicurezza e la salvaguardia dell'ambiente. "La messa in sicurezza antisismica (il cui confine con la manutenzione ordinaria e straordinaria, a carico del gestore, é molto stretto) dell'autostrada laziale e abruzzese è a totale carico dello Stato e sono stati stanziate ingenti risorse per centinaia di milioni di euro. L'autostrada - prosegue Melilla - è un'infrastruttura fondamentale per l'economia delle due regioni e questi aumenti rischiano di essere un'ulteriore mazzata per il settore dell'autotrasporto, per i lavoratori pendolari e, in generale, per i consumatori. Per questo devono essere revocati. E subito".

 L'aumento delle tariffe sta scatenando una vera "rivolta" di sindaci, amministratori e utenti, anche sul fronte laziale. "Sono anni che la società che gestisce l'Autostrada dei Parchi - dice il consigliere regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, capogruppo di Forza Italia - continua ad aumentare i pedaggi in maniera indiscriminata, senza nessun tipo di giustificazione. Cosi come sono anni che il presidente Nicola Zingaretti non batte ciglio su tali maggiorazioni".

"Sui rincari fuori misura del pedaggio per l'autostrada A24 si sta facendo fronte comune con tanti amministratori locali per studiare con il Governo interventi incisivi nell'interesse di migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano quell'arteria strategica per l'ingresso nella capitale dai comuni ad est di Roma e dall'Abruzzo". Lo scrive in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Siamo determinati e andremo fino in fondo - aggiunge - per evitare un pesantissimo salasso alle tasche di tanti nostri concittadini. Non mancheremo, inoltre, di chiedere una riflessione sui tecnicismi che ogni anno determinano soltanto aumenti dei pedaggi autostradali, come avviene per altri tipi di tariffe come ad esempio quelle energetiche, senza alcun beneficio per i cittadini. Automatismi che a nostro avviso lo Stato può revisionare mettendo mano alle concessioni senza togliere nulla ai gestori delle autostrade. Non è infatti accettabile che gli aumenti dei pedaggi autostradali negli ultimi anni siano cresciuti più dell'inflazione e del potere di acquisto dei cittadini, in un contesto di blocco dei contratti nel pubblico impiego come nel privato". 

"Auspichiamo l'apertura di un dossier da parte dell'Autorità dei Trasporti che spinga poi ad una revisione normativa che imponga un limite invalicabile per quanto riguarda l'aumento dei pedaggi autostradali. Questo è un aumento giuridicamente insostenibile poiché avrà solo l'obiettivo di uccidere la vita autostradale". A sostenerlo è il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro dei Trasporti Graziano Delrio e al presidente dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti Andrea Camanzi, in cui chiede un intervento in merito all'aumento del 12,89% dei pedaggi autostradali sull'A24 e A25 gestite da Strada dei Parchi Spa dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto. 

"Auspichiamo l'apertura di un dossier da parte dell'Autorità dei Trasporti che spinga poi ad una revisione normativa che imponga un limite invalicabile per quanto riguarda l'aumento dei pedaggi autostradali. Questo è un aumento giuridicamente insostenibile poiché avrà solo l'obiettivo di uccidere la vita autostradale". A sostenerlo è il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro dei Trasporti Graziano Delrio e al presidente dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti Andrea Camanzi, in cui chiede un intervento in merito all'aumento del 12,89% dei pedaggi autostradali sull'A24 e A25 gestite da Strada dei Parchi Spa dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto. 

E Casapound minaccia l'occupazione dell'autostrada se le tariffe non saranno riviste.

03 gennaio 2018

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