Pescara, 16 mag. '12
- Una fotografia impietosa e preoccupante quella scattata dal Centro studi
regionale della Confederazione nazionale artigianato (Cna). Nel primo trimestre
2012 c'è stato in regione un decremento di ben 580 imprese. La flessione di 580
imprese artigiane è pari al 48% di quella del totale delle imprese, ma le
imprese artigiane sono solo il 27% del totale delle imprese; e il decremento
percentuale delle nuove imprese artigiane è stato dell'1,60%, un valore del 60%
superiore a quello medio italiano (-1,04). Per dirla breve l'artigianato
abruzzese va peggio di quello italiano.
A Teramo le
imprese artigiane decrescono di 194 unità; all'Aquila di 170; a Pescara di 110;
a Chieti di 106. Eccezione nel settore manifatturiero: mentre le imprese
artigiane decrescono di 110 quelle non artigiane, al contrario, aumentano di
18.
"L'Abruzzo si
trova in piena recessione - ha affermato il direttore regionale della Cna,
Graziano Di Costanzo - e i suoi indicatori sono comunque peggiori sia di quelli
nazionali sia di quelli del Mezzogiorno. Unioncamere nel 2012 prevede una
riduzione del Pil abruzzese del 2%, contro una flessione di quello italiano
dell'1,5% e dell'1,8% per il Mezzogiorno". Qualora ce ne fosse bisogno quelli
che stiamo vivendo sono tempi bui. E non si sa per quanto tempo ancora.
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